
Maggiore flessibilità per i Fondi Strutturali
10 MarzoLa Commissione europea per far fronte alla crisi economica ha deciso di adottare un pacchetto di decisioni affinché gli Stati membri possano fare un uso più flessibile dei Fondi strutturali.
Gli Stati membri hanno chiesto di prorogare di 6 mesi, fino al 30 giugno 2009, l’ammissione al finanziamento di 385 programmi di politica di coesione su 555 del periodo 2000-2006, se i fondi non risultassero interamente utilizzati.
La proroga del periodo di ammissibilità riguarda i 4 Fondi strutturali all’epoca in vigore: Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), Fondo sociale europeo (FSE), Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia (FEAOG) e Strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP).
Il commissario alla politica regionale Danuta Hübner, commentando la decisione della Commissione ha affermato: “Stiamo facendo di tutto affinché ogni euro dei Fondi strutturali sia speso in modo efficace e stiamo adeguando la politica di coesione alla nuova realtà economica per consentire agli Stati membri di ottimizzare gli investimenti nell’UE in quanto eccellente rimedio anticrisi.” La proroga concessa permetterà agli Stati membri e alle regioni di realizzare e portare a termine un maggior numero di progetti in loco. La Commissione vuole che sia data precedenza a settori e misure “ad alto ritorno”, come l’investimento nell’efficienza energetica, nella creazione di posti di lavoro “verdi”, nel risparmio energetico, nel sostegno a tecnologie non inquinanti e in settori come l’edilizia e l’industria automobilistica. La Commissione ha anche deciso di consentire agli Stati membri e alle regioni una maggior flessibilità nell’assegnazione di finanziamenti per varie priorità. Finora, le autorità di gestione avevano un margine di flessibilità del 2% per trasferire finanziamenti da un cosiddetto “asse prioritario” (settore strategico di spesa di ogni programma operativo della politica di coesione) all’altro.