
Basilea 2: imprese in difficoltà
21 AprileLe piccole e medie imprese, in particolare quelle meridionali, non solo hanno difficoltà nell’accesso al credito, ma addirittura di mantenimento dei prestiti bancari in essere. E’ quanto emerge nella ricerca condotta da quattro atenei italiani in collaborazione con Confindustria, che sarà presentata domani a Napoli presso l’Unione Industriali nel convegno dal titolo “Piccole e medie imprese: evoluzione dei controlli e Basilea 2″. Nello studio si legge anche che, oltre ai tagli ai finanziamenti, sono iniziate le richieste di rientro da parte delle banche. La situazione è critica al Sud, dove il costo del denaro è superiore del 2-2,5 per cento rispetto al Centro-Nord e dove le imprese arrivano a pagare oneri finanziari superiori fino al 20 per cento.
Qual è, quindi, la ricetta per i piccoli imprenditori, che al Sud dipendono strutturalmente dal credito per la loro crescita? Essere più trasparenti e agire per il bene e il futuro delle proprie aziende e non per arricchire i patrimoni di famiglia. Malgrado si registrino le prime inversioni di tendenza, la ricerca segnala ancora troppi “patron” inclini a comprare immobili con gli utili aziendali invece di reinvestirli nelle imprese. In questo modo pensano, infatti, che gli immobili possano essere dati in garanzia per avere linee di credito. Ma con Basilea 2 il discorso è cambiato. Ora si guarda prevalentemente ai numeri e alla qualità dei bilanci. Le Pmi meridionali, storicamente sottocapitalizzate per il motivo appena detto, devono adeguare i propri patrimoni, altrimenti rischiano di essere escluse dal circuito bancario.
Questo in sintesi è il succo dello studio, promosso dall’Unione degli Industriali di Napoli assieme all’Università degli Studi Parthenope. La ricerca ha il seguente titolo: “Prospettive di armonizzazione dei bilanci delle piccole e medie imprese tra Basilea 2 e i principi contabili internazionali”.
L’incontro di domani a Napoli è il primo di un ciclo di quattro eventi previsti in un road show che toccherà altre tre sedi locali di Confindustria e che si concluderà con l’organizzazione di un convegno nazionale a Roma. Perchè la prima presentazione a Napoli? Perchè la proposta di ricerca è partita dalla Facoltà di Economia dell’Università Parthenope, che è riuscita ad aggregare altre tre atenei italiani: la Facoltà di Economia della Federico II, quella della Seconda Università di Napoli e quella di Bologna.
Il progetto annovera tra gli enti partecipati Confindustria, Assirevi, Unioncamere, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili e la Banca di Credito Popolare di Torre del Greco.