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Nord-Sud 2007-2008: studio Svimez

3 Marzo

Un Mezzogiorno che nel 2007 rallenta rispetto al Centro-Nord per PIL, investimenti e occupazione, sempre meno integrato nell’economia mondiale e che continua a registrare una più debole crescita anche nel 2008. È quanto emerge dalle previsioni macroeconomiche Nord-Sud per il biennio 2007-2008 elaborate dalla Svimez in base al proprio modello econometrico bi-regionale (Mezzogiorno/Centro-Nord). Previsioni 2007. A livello nazionale, nel 2007 il Prodotto interno lordo dovrebbe essere cresciuto dell’1,7%, in lieve decelerazione rispetto all’1,9% dell’anno precedente, anche a seguito del rallentamento dell’economia mondiale degli ultimi mesi. Il dato va però incrociato con un aumento della forbice Nord-Sud: nell’anno, infatti, il Centro-Nord segnerebbe un incremento del 2%, confermando il risultato del 2006, mentre il Mezzogiorno dovrebbe crescere soltanto dell’1,3%, con un calo di due decimi di punto percentuali rispetto al 2006 e un aumento del divario di crescita Nord-Sud (da mezzo punto percentuale a sette decimi di punto). In entrambe le aree la componente più dinamica della domanda riguarda l’export (al netto dei prodotti energetici), stimato al +4,1% nel Centro-Nord e al +2,5% nel Mezzogiorno. La crescita più sostenuta del Sud (nel 2006 era al +1,4%), risulta concentrata però soprattutto nei settori dell’automotive, della metallurgia e della meccanica, in presenza di una crescita dell’export maggiormente diffusa nel Nord.  Il divario di crescita è spiegato anche dalla diversa dinamica dei consumi delle famiglie in servizi: qui il Centro-Nord registra +3,1%, a fronte del +1,8% del Mezzogiorno. In vistoso rallentamento nel Mezzogiorno gli investimenti fissi lordi e l’occupazione,  che scendono a un tasso di appena lo 0,2%, rispettivamente dal 2,5% e dall’1,2% dell’anno precedente. L’occupazione decelera anche al Centro-Nord (da +1,7% del 2006 a +1% dello scorso anno), mentre si rafforzano gli investimenti fissi lordi (da +2,2% a +3,4%).

Previsioni 2008. Il trend al ribasso dovrebbe interessare nel 2008 l’economia di entrambe le macro-aree del paese. In base alle stime SVIMEZ, il PIL italiano dovrebbe attestarsi sul +1,1%, diviso tra il +1,2% del Centro-Nord e lo 0,7% del Sud. In discesa nel 2008 i consumi delle famiglie, con dinamiche praticamente dimezzate in entrambe le aree. Un vero e proprio crollo si avrebbe per la spesa per i beni (dal +1% del 2007 allo 0,4% del Centro-Nord e allo 0,3% del Sud); giù anche la spesa per i servizi (a livello nazionale si stima il passaggio da +2,8% a +1,3%, diviso tra il +1,4% del Centro-Nord – era +3,1% nel 2007 – e il +1% del Mezzogiorno, a fronte del +1,8% dell’anno precedente). La dinamica dell’export scenderebbe su livelli decisamente ridotti rispetto al precedente biennio, con un tasso del 2,3%, diviso tra +2,4% del Centro-Nord e +1,8% del Sud. Risalirebbero invece nel Mezzogiorno gli investimenti fissi lordi, con un aumento del +1,7%, dopo il +0,2% nel 2007, mentre scenderebbe drasticamente il Centro-Nord, da +3,4% al +0,8%. In ulteriore forte indebolimento l’occupazione, la cui crescita arriverebbe a +0,4% a scala nazionale, dopo lo 0,8%, con un +0,1% per il Mezzogiorno che confermerebbe la sostanziale stasi invalsa dall’anno precedente.